Un patto per la rinascita del territorio di Rieti

pm

Un patto per avviare insieme la rinascita del territorio di Rieti.  Firmato oggi da oltre 20 attori tra associazioni datoriali e sindacati, a cui si aggiungono anche i 15 comuni dell’area colpita, si propone come un vero e proprio strumento attraverso il quale sostenere una ricostruzione della comunità, quindi del tessuto civile, culturale ed economico: un progetto di sviluppo e rilancio per ridare un futuro a queste terre.

Il patto sarà verificabile da un gruppo di monitoraggio costituito dai soggetti coinvolti, che ogni tre mesi si riunirà per verificare lo stato di attuazione del patto ed eventuali nuove esigenze. Si tratta di un vero e proprio punto di partenza, un progetto organico per passare dalla gestione dell’emergenza alla fase di stabilizzazione, rinascita e sviluppo di un territorio che viveva una fase di grande difficoltà già prima del 24 agosto 2016, a causa di una lunga crisi economica e di un progressivo spopolamento.

Le risorse. Il patto può già contare su risorse totali già allocate da parte di regione e governo per quasi 500 milioni al netto delle risorse destinate alla ricostruzione. Dei 500 milioni, 267 sono risorse del Governo, e 227,9 della Regione.

8 i settori coinvolti:

  1. Sviluppo, con nuovi investimenti per aiutare le imprese e l’occupazione, ma anche per attrarre nuovi attori economici. Noi vogliamo che gli imprenditori, anche da fuori, vedano che investire in quest’area è conveniente. Ci sono già risorse importanti da parte di Governo e Regione: oltre 100 milioni dal Governo; 11 dalla Regione.
  2. Infrastrutture: mobilità, trasporti, e banda ultra larga per contrastare l’isolamento di questo territorio, che scontava degli svantaggi già prima del sisma. Ecco come: con il potenziamento della tratta Rieti-Terni-Roma, con nuovo materiale rotabile, con l’elettrificazione della linea e la riqualificazione di stazioni come Fara Sabina e Antrodoco e il nodo di Torrita, da concordare con Rfi e Mit; con il completamento della Rieti-Torano, con un investimento di circa 30 milioni di euro che si aggiungono ad altri 3 milioni per la manutenzione di altre strade; e poi la banda ultralarga, in linea con gli impegni presi per tutta la regione.
  3. Commercio, attività produttive e artigianato. Al lavoro per sviluppare strumenti adeguati al sostegno di tutto il sistema delle imprese locali. Le risorse destinate a questa azione sono già comprese nel primo punto sullo sviluppo. E entro l’estate apriranno le strutture temporanee di delocalizzazione. Dopo la fase d’ascolto, hanno aderito alla proposta di delocalizzazione 326 attività economiche dei comuni colpiti dal cratere.  La Regione è pronta a fornire tutto il supporto tecnico necessario alle imprese ed è prevista anche una deroga all’avviso pubblico per le reti di impresa del commercio.
  4. Innovazione e sostegno per il settore agroalimentare, per garantire ripari sicura agli animali e sistemazioni per gli allevatori. Ad oggi tutte le richieste, sia per le stalle che per le casette provvisorie, sono state soddisfatte. Inoltre: sono stati aperti i bandi del Psr dedicati all’innovazione delle aziende agricole, allo sviluppo di prodotti agricoli, a misure di sostegno per i giovani agricoltori e alla valorizzazione della filiera; ci sono 70 milioni di euro di plafond aggiuntivo del Psr; e diventano operativi i piani di sviluppo locale presentati dai quattro gruppi di azione locale (Gal) afferenti all’area della provincia di Rieti (Sabino, Salto, Turano, Vette Reatine), per i quali sono stati stanziati 20 milioni di euro e attivi da maggio 2017.
  5. La manovra straordinaria per valorizzare turismo e cultura, nell’area dei comuni dell’area del cratere. 13 milioni di euro totali: 12 milioni per  lo sviluppo del Terminillo, nell’ambito del programma degli interventi già previsti sulla base del protocollo d’intesa firmato tra regione e comuni; 400mila euro per  una grande campagna di promozione turistica con il sostegno ai comuni per realizzare eventi, sagre, feste culturali; più forza al turismo sportivo e culturale con interventi sul sistema dei Monti della Laga, la Valle del Velino e Cammini di San Francesco.
  6. Politiche attive per il lavoro. Un esempio? I bonus per le assunzioni a tempo indeterminato nell’area, a cui la Regione ha destinato 4mln per il 2017 e 8 mln per il 2018. I contributi consolidano le misure del Governo a partire dal contributo una tantum di 5000 euro per i liberi professionisti e titolari di partita Iva. Il 23 gennaio 2017, inoltre, è stata sottoscritto la convenzione che regola il riconoscimento dell’indennità una tantum di 5.000 euro ai lavoratori autonomi e il riconoscimento di un’indennità di integrazione salariale per i lavoratori subordinati.
  7. Diritto alla salute e all’assistenza sanitaria ai cittadini. Le attività del nuovo Posto di assistenza socio sanitaria di Amatrice sono state avviate il 1° aprile. Inoltre va avanti l’impegno anche per mettere in sicurezza, con il sostegno del Governo, il principale hub ospedaliero della zona, l’ospedale De Lellis, sul cui adeguamento antisismico ci sono oltre 76mln di euro. Tra le altre cose la Regione investe in questo territorio anche 8,5 milioni di euro per l’edilizia sanitaria; 2,4 milioni di euro per assumere 80 medici precari e altri tecnici specializzati nel 2017; e sul De Lellis, a integrazione degli investimenti del governo, saranno destinati 1,3 milioni al pronto soccorso; e ulteriori risorse, ancora da quantificare per l’acquisto di 2 colonscopi hd. Inoltre aprirà a breve la seconda casa della salute di Rieti e interverremo anche sul potenziamento della residenza sanitaria assistenziale con nuovi servizi specialistici e il presidio sanitario di Leonessa, attualmente inagibile.
  8. Tempi certi per mettere in sicurezza le scuole, con l’impegno di approvare entro inizio giugno 2017, in accordo con i sindaci, un programma pluriennale di interventi per elevare al massimo grado di sicurezza sismica tutte le scuole. Infine avvieremo il programma “rigenerazione”, per finanziare un piano straordinario rivolto a 100 giovani tra i 18 e i 35 anni per attività a beneficio della collettività e per progetti correlati allo sviluppo economico e sociale del territorio.